Sabato 21 gennaio, 17:49
Sembra davvero il classico happy end di una favola che non poteva finire altrimenti. Didier Cuche ha cominciato a vincere proprio a Kitzbühel, 14 anni fa, come con gli occhi lucidi ha ricordato lui stesso giovedì nella conferenza stampa in cui ha annunciato il ritiro per fine stagione. E sempre a Kitzbühel, come sognava al di là del record e come ha confessato alla vigilia, ha chiuso definitivamente il cerchio di una carriera che ne ha fatto uno dei grandissimi della velocità.
Per una singolare coincidenza la prima e l’ultima vittoria sulla Streif sono arrivate in una discesa sprint, ma questo nulla toglie al valore del neocastellano ed alla sua straordinaria capacità di entrare in simbiosi con questa pista che non concede un attimo di tregua e che tutti approcciano con timore riverenziale per le sue enormi difficoltà dal punto di vista tecnico. Tutti ma non Didier Cuche, che al contrario qui si esalta e si diverte, perché l’adrenalina è sempre stata la sua passione.
Sotto una nevicata copiosa, il 37enne di Le Paquier ha insomma confezionato un ultimo straordinario capolavoro, dopo aver metabolizzato la delusione di Wengen, pista che al contrario lo ha sempre respinto, dopo essersi tolto il peso di annunciare che a marzo si dedicherà ad altro e soprattutto, dopo una notte fatalmente nervosa, perché c’era il rischio concreto di un annullamento, che gli avrebbe negato la possibilità di provarci per l’ultima volta. Molto più di un semplice sfizio, come si è visto in questo sabato che è già entrato nella storia dello sci.