Sabato 24 dicembre, 10:31

Cosa c'è e cosa manca sotto l'albero

di Giampaolo Giannoni

Dopo le magre delle ultime annate la regular season 2011-2012 sta regalando ai tifosi delle due squadre ticinesi qualcosa che lo scorso invero era a lungo mancato, ovvero le emozioni. A queste però vanno aggiunti i risultati che, sebbene migliori, ancora non soddisfano appieno società, staff tecnici, giocatori e appassionati. Cerchiamo di vedere a che punto sono Ambrì-Piotta e Lugano (rigoroso ordine alfabetico) al momento di addentare il panettone.

ALLENATORI: Con l’arrivo di Larry Huras all’interno dello spogliatoio bianconero qualcosa è scattato, e non poteva essere altrimenti. Larry è un motivatore, un mastino e soprattutto un gran lavoratore, uno che non molla nemmeno a Natale. La squadra dopo aver pisolato sotto Barry Smith (che probabilmente non aveva capito che in Svizzera solo facendo appello all’etica del lavoro le squadre non vanno da nessuna parte…) si è risvegliata e riesce a tratti a mettere sul ghiaccio il suo impressionante talento. Manca la costanza sull’arco dei sessanta minuti, specie contro le compagini di prima fascia. Larry lo sa e ci sta lavorando in vista dei playoff. Sull’altro fronte Kevin Constantine ha formato un gruppo coeso e solidale che nemmeno la moria di elementi di prima fascia (battuto il Berna senza Kutlak, Noreau, Westrum e Kariya…) riesce ad intaccare nel morale. Constantine fa molto più di quel che può con il materiale a disposizione. Ha trovato un sistema di gioco che tutti applicano diligentemente e che porta, se non a successi a ripetizione, perlomeno a giocarsela sempre o quasi contro tutti.

PORTIERI: Conz si è confermato ad altissimi livelli e chi temeva subisse la pressione di dover “portare” una squadra di prima fascia come il Lugano è stato smentito. Atteso alla prova playoff, resta prigioniero del suo “padrone” McSorley, ed è un vero peccato lasci Lugano la prossima stagione. Alle sue spalle il… deserto. Caffi e Bullo si sono alternati, ora resta il primo, ancora acerbo per insidiare il titolare. Per la fase decisiva arriverà un estremo straniero (Turco? Di nome non di passaporto…). Ad Ambrì Constantine ha pescato alla grande con Nolan Schaefer, che ha l’unico difetto di non essere svizzero, almeno per ora. La sua ascesa ha messo Bäumle in disparte, ma, dovesse servire, i biancoblù sanno di avere una “riserva” che regala certezze. Sarà interessante vedere quali scelte applicherà Constantine al contingente straniero se e quando uno tra Westrum e Kariya tornerà a disposizione.

DIFESA: In Leventina è arrivato uno dei migliori nuovi stranieri del campionato: Maxim Noreau. Il giovane canadese è da subito diventato leader dello spogliatoio e beniamino della Valascia. Grandi doti offensive ed una tecnica ed un pattinaggio che gli consentono di rimediare a qualche leggerezza difensiva. E vogliamo parlare del tiro? Attorno a lui gli altri fanno quadrato a protezione dello slot con grande abnegazione. Menzione d’onore per Kobach, rientrato ad ottimi livelli ora che il fisico lo sostiene. A quando il rinnovo? Nel Lugano l’arrivo di Hendry ha stabilizzato un reparto ancora troppo spesso sbilanciato in avanti. La crescita esponenziale di Kienzle ed Ulmer permette a Vauclair ed Hirschi minutaggi più “umani”, il che consente loro di agire sempre con vigore e lucidità. E poi Nummelin, tornato spesso (e non raramente come lo scorso anno, infortuni a parte…) a fare il… Nummelin!

ATTACCO: Lugano ha un potenziale impressionante che però solo a tratti si concretizza in reti. Bednar sa incantare ma spesso, anche a partita in corso, si estranea dal contesto. Domenichelli fatica a centrare la porta. Rintanen sembra non aver ancora trovato il suo posto sulla scacchiera e la grana-Niedermayer non è risolta (e ci mancherebbe…) da Burki… canadese. Servirebbe uno scorer per i playoff, ma come trovarlo? Sotto i riflettori due giovani ad alto potenziale: Dario Simion e Diego Kostner. Per l’Ambrì segnare è una faticaccia, acuita dall’infortunio di Kariya che (fratello bravo del fantasma dello scorso anno…) sapeva far girare al meglio sia la sua linea con Pestoni ed Elias Bianchi che il power-play. Perrault è un buon giocatore con fisico e tecnica ma deve ancora inserirsi nei meccanismi. Per il resto si lotta su ogni disco e ci si sporca la faccia davanti al portiere cercando quel gol che arriva soltanto dopo faticacce tremende. Manca il cecchino. Tutti lo sanno e cercano di fare di necessità virtù. Bene Elias Bianchi, Lakhmatov e soprattutto in grande crescita Daniele Grassi.

In conclusione: il Lugano sta lavorando per i playoff dove potrà dare fastidio a tutti e, perché no?, andare anche lontano, specie se Huras porterà a termine quel lavoro di convincimento che nello spogliatoio sta dando i primi frutti. Per l’Ambrì il sogno playoff è ancora vivo. Sarà dura. Dovessero arrivare, vada come vada… Dovessero essere di nuovo playout, sarà importante tenere alta la tensione positiva di questi mesi per non rischiare troppo e chiuderla in fretta.

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