Giovedì 19 gennaio, 18:54

Cuche un grande atleta, ma soprattutto un uomo vero

di Ellade Ossola

Didier Cuche ci mancherà... per gli straordinari risultati sportivi ottenuti certo, ma soprattutto per le emozioni che ha saputo trasmetterci, emozioni positive ma anche meno belle, quelle emozioni che troppo spesso non è riuscito a tenere a bada, quel groviglio di sensazioni che non ha saputo gestire e che gli ha precluso una carriera ancora più brillante.

Lascia senza avere domato il Lauberhorn - e il modesto 15o tempo della scorsa settimana siamo sicuri che in un certo senso ha aiutato la decisione odierna - dice addio alle competizioni senza un titolo olimpico o mondiale nella sua disciplina, la discesa libera, ma non importa, ci accontenteremo - e scusate se è poco - di tutto il resto.

Didier Cuche è stato un atleta che ha ragionato moltissimo con la pancia, anche quando ci voleva più testa che stomaco, facendo letteralmente impazzire i tecnici che hanno lavorato con lui, ma Didier è sempre stato così, vero fino al midollo, un uomo “entier” come dicono i romandi, con i suoi pregi ma anche con le sue debolezze.

Didier Cuche è stato anche un atleta onesto, un uomo che non ha mai accettato i compromessi, che ha sempre lottato per i sani principi in cui credeva, andando anche contro i potenti della FIS quando si trattava di difendere il suo lavoro e i colleghi che avevano meno voce in capitolo.

“Sparta Cuche”, come lo chiamavano i suoi tifosi, è stato in grado di tornare a livelli altissimi quando tutti o quasi, lo davano per spacciato. I numerosi infortuni gli hanno forgiato quel carattere da combattente che l’ha portato lontano, molto lontano.

Didier Cuche non mancherà solo ai compagni di squadra che hanno condiviso una parte della sua carriera, ma mancherà soprattutto ai più giovani, a loro mancheranno i consigli che il neocastellano dispensava per aiutarli ad entrare in questo mondo dello sci spesso troppo complicato e spregiudicato per un rookie.

Didier Cuche è stato l'uomo che ha saputo essere un collante per tutta la popolazione elvetica, riuscendo addirittura a fregiarsi del titolo di svizzero dell'anno, facendo storcere il naso a coloro che continuano a pensare che lo sport sia solo agonismo.

Didier Cuche ha avuto il coraggio - perché bisogna averne tanto - di smettere quando era ancora lì a lottare con i primi. Ha deciso di smettere quando ha capito che la strada sarebbe stata troppo in salita. Sarebbe stato così facile aggiungere un altro anno, tentando magari di fare il colpaccio ai Mondiali, ma lui ha deciso altrimenti, sorprendendo ancora una volta tutti, a metà stagione.

Ora per lui è giunto il momento di voltare pagina e di andare a ritrovare quelle emozioni estreme in una quotidianità senza allenamenti e senza orari scanditi dalle competizioni. Sarà impossibile riuscire a riprodurre le stesse sensazioni, ora sarà importante sapere accettare che un'altra vita inizia, e che questo cammino sarà diverso rispetto a quello degli ultimi 30 anni, ma potrà essere altrettanto interessante.

Ora, come ha detto in conferenza stampa, si è liberato di un peso, libero di farci sognare ancora fino alla fine della stagione. Grazie Didier!

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