Mercoledì 14 marzo, 11:13
Una batosta di proporzioni inaudite. Tale da rendere quasi inverosimile quanto il Basilea ha saputo fare in questa campagna. Senza farsi tradire dalle emozioni, però, come sempre la realtà sta nel mezzo. E cioè: i campioni svizzeri la loro dose di applausi se la sono guadagnata sull’arco di tutto l’autunno e poi nella gara d’andata, salvo però tradire clamorosamente in Baviera. Dove si sono arresi senza dignità. Sempre in apnea, sempre sovrastati.
Non è certo bello finire così, ma sarebbe altrettanto ingeneroso far finta che tutto il resto non sia esistito. Anche se ci vorrà un sacco di tempo per togliersi dagli occhi questo 7-0 che è uno dei risultati in assoluto più severi nella storia della Champions. Il Basilea si è forse fidato troppo di quella magia che l’aveva accompagnato in precedenza e che gli aveva permesso di spostare sempre più in là i confini dell’impossibile; o più semplicemente il Bayern tornato schiacciasassi come non era più il caso da mesi, si è dimostrato troppo forte.
Sia quel che sia, la festa è finita. E per certi versi è persino meglio così: nel senso che adesso nessuno potrà più nascondersi dietro le imprese dei campioni, bensì si dovranno affrontare tutte le magagne che di questi tempi stanno sbiadendo l’immagine del nostro calcio. Dal Servette al Sion, alla generale carenza di mezzi finanziari. E qui affidarsi alla magia sarebbe scellerato e deleterio…