Domenica 18 marzo, 15:47

Voglio una stella che sia tutta mia

di Giancarlo Dionisio

E l'ha avuta una stella tutta sua, senza un rivale che gli offuscasse l'orizzonte. Ma in questa storia l'extraterrestre è lui, Dario Cologna, e se avete un attimo di pazienza, provo a raccontare il perché.

5 gennaio 2012. In cartellone c'è una 32 km a skating a Dobbiaco. Si tratta di una gara ad handicap, quindi il grigionese, che è leader del Tour de Ski, parte con un pugno di secondi di vantaggio sul suo rivale storico, Petter Northug. In poco meno di un chilometro, il Norvegese lo raggiunge. Siamo alle solite: Dario subisce, come era accaduto altre volte, il magnetismo dello scandinavo. I due procedono insieme per un paio di km, poi, al primo falsopiano in salita, l'elvetico accelera. Non è uno scatto. È solo una progressione che schianta la resistenza del vichingo. Da quel momento i ruoli si ribaltano e gli equilibri vengono ridisegnati. Dario diventa numero Uno, gatto, cacciatore di trofei, sicuro di sé, autorevole, spietato. Northug ne esce fragilizzato. Non è più lui. Perde il Tour de Ski, e lascia la Coppa del Mondo per puntare alle maratone. Ma alla Marcialonga è lontano dai primi ed alla Vasaloppet è solo spettatore, poiché un batterio lo ha tramortito. Un batterio di nome Dario?

22 e 23 gennaio. A Otepää, in Estonia, Cologna conquista il bottino pieno: 2 gare, 2 vittorie, 200 punti. "È la mia miglior prestazione di sempre a stile classico" dirà alla fine. La Coppa del Mondo non è ancora matematicamente sua, ma quel colpo doppio fa capire al mondo che i giochi sono fatti.

16, 17 e 18marzo, Falun. In barba alle teorie della fisiologia che negano ad un comune mortale la possibilità di mantenere uno stato di forma ottimale per 3 mesi e oltre, Dario Cologna, che - lo abbiamo capito non è un essere normale - si presenta alle Finali di Coppa del Mondo, in uno stato di estasi agonistica. Si difende nello sprint, attacca nel prologo, sorpassa nella 15 km a stile classico, e si gode il trionfale bagno di folla nella 15 a stile libero. Terza Coppa di cristallo sollevata al cielo. Meglio di lui solo altri 2 extraterrestri: Biörn Dählie, che il gesto lo aveva ripetuto sei volte, e Gunde Svan, cinque. Ma Dario Cologna ha solo 26 anni e se quanto ho sostenuto nel primo paragrafo ha un fondo di verità, il prossimo anno in Val di Fiemme arriveranno anche le prime medaglie mondiali. Nonostante Northug.

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