Mercoledì 18 aprile, 10:24
Cosa vuol dire poter lavorare con tranquillità, con la fiducia mai venuta meno della propria dirigenza. Bob Hartley ha avuto il tempo di far attecchire la propria filosofia di gioco e di disciplina (non solo in pista), nonostante nella prima parte del campionato i risultati stentassero ad arrivare. Dopo 10 giornate i Lions erano ancora sotto la riga e la matematica certezza dei playoff l'hanno raggiunta solo alla 47a!
Lasciatemi lavorare e vedrete, avrebbe senz’altro potuto dire e probabilmente avrà anche detto al presidente Frey, che non è caduto nella tentazione di volere subito punti e spettacolo ed ha di conseguenza tolto perniciosa pressione all’ambiente.
E alla fine ha avuto ragione. Lo Zurigo è arrivato al top della forma fisica, tecnica e mentale al momento giusto, ha letteralmente annichilito le prime della classe e ha vinto una serie con il Berna rimontando dal 3-1 (come nel 2001 contro il Lugano), quando i più lo davano per spacciato, dimostrando a tutti la validità del progetto. La perfetta pianificazione di una stagione, cominciata con una scommessa: l’ingaggio di un tecnico vincitore sì di una Stanley Cup undici anni fa, ma fermo da quattro, dopo l’esonero da Atlanta nel 2007.
È l’inizio di un ciclo? Dipenderà anche dalle lusinghe nordamericane: Hartley è corteggiato da Montréal e Québec, ma ha un contratto con i neo campioni svizzeri che scadrà nel 2013 senza clausola rescissoria. E in passato ha dimostrato di essere una persona che rispetta gli accordi presi, restando ad esempio in AHL nonostante un’offerta dei Canadiens. Perciò, chi lo vorrà dovrà sborsare parecchi quattrini, ma pure convincere un uomo a mancare di parola.