Domenica 29 aprile, 18:07

Basilea, poi il vuoto…

di Omar Gargantini

Bisogna tornare indietro di 7 anni per ritrovare un campionato deciso con cosi largo anticipo e stavolta come allora è stato il Basilea a rivelarsi esageratamente superiore. Non ci sono invece precedenti di un torneo altrettanto anomalo e condizionato da fattori extra-sportivi: prima il contenzioso tra il Sion e la federazione, poi il fallimento dello Xamax, quindi il salvataggio non ancora perfezionato del Servette. Tutto talmente particolare che sarebbe probabilmente sbagliato parlare di un malessere radicato e soprattutto generalizzato. Lo strapotere del Basilea e le difficoltà economiche di alcuni club non per forza sono insomma destinati a trasformarsi in una tendenza definitiva che obblighi ad un radicale ripensamento di quella che è l’attuale impostazione del nostro calcio.

Detto questo, in archivio sta in ogni caso per andarci una delle stagioni meno appassionanti di sempre, complice una primavera assolutamente senza pathos, sia ai vertici che nelle posizioni di rincalzo. Difficile credere che piazze ambiziose come Zurigo e Berna possano rivivere un’annata altrettanto anonima. Tutto ciò nulla toglie comunque ai meriti del Basilea, che continuando ad investire sul vivaio e più in generale sui giovani - monetizzando poi le cessioni dei suoi principali talenti - sembra tra l’altro in grado di gestire anche nel medio termine senza troppi imbarazzi la partenza di Gigi Oeri.

L’eliminazione del Manchester United in Champions resta il fiore all’occhiello di una stagione che ora in riva al Reno si spera di coronare con la quinta doppietta della storia Coppa-Campionato. Per poi tornare all’assalto dell’Europa: con qualche gioiellino in meno, perché – oltre a Shaqiri - fatalmente alcuni dei migliori se ne andranno, ma con ambizioni immutate.

Lo sapevi?

Vuoi partecipare?

Link

Shop online

RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR logotipo