Venerdì 29 giugno, 14:50
Da Amburgo a Palermo, passando per la Svizzera e il Ticino, i tifosi italiani si sono riversati nelle strade e nelle piazze per festeggiare la quarta vittoria sulla Germania in una gara ufficiale. A Berlino, dopo la seconda rete di Balotelli, al grido di ‘tutti alla porta!’ il “popolo azzurro” ha raggiunto la porta di Brandeburgo, dove si erano assiepate 450'000 persone ad assistere all’incontro, per restituire ai padroni di casa gli sfottò della vigilia.
Il panzer, giunto imbattuto alla sfida forte di quattro successi nel torneo e quindici filati, si è fermato di nuovo, per opera del solito babau in rapida crescita, partito in sordina e cresciuto a poco a poco a mo’ di diesel.
Adesso, e per le prossime 48 ore (scarse), i clacson suoneranno solo “se è richiesto dalla sicurezza della circolazione” per “attirare l’attenzione degli altri utenti della strada”, come recita l’articolo 40 della legge federale sulla circolazione stradale e poi, con ogni probabilità, torneranno a farsi sentire in violazione dello stesso articolo che conclude stabilendo che “L’uso inutile ed eccessivo dei medesimi deve essere evitato. È proibito adoperarli a scopo di richiamo”. Se in tedesco o in italiano si vedrà.
Mentre ancora si sta spegnendo l’eco delle urla, cominciano le dichiarazioni di circostanza dei protagonisti dell’ultimo capitolo. Vicente Del Bosque, come sempre un galantuomo, dice che “non ci pentiremo mai di non aver pareggiato contro la Croazia per eliminare l’Italia. Sarebbe stato un male per lo sport”. E, con il consueto massimo rispetto per l’avversario, “l’Italia è una squadra con grandi capacità, quella che più ci ha messo in difficoltà in questo torneo. Le possibilità di vittoria sono al 50%”.
Altrettanto rispetto, accompagnato da fiducia nei propri mezzi, sul fronte italiano. “Sarà una finale durissima, sono una squadra fantastica, ma la Germania era altrettanto forte. A questo punto ci dobbiamo credere e abbiamo il 50% di possibilità”, sostiene Riccardo Montolivo, contento di far pate di un reparto all’altezza di quello della Roja: “il loro centrocampo è pazzesco, tenendo conto anche di quelli che restano fuori; il nostro sta crescendo di partita in partita, per cui siamo soddisfatti”.