Mercoledì 12 settembre, 11:12

Pronti, partenza, via! Ecco l'hockey

Uno sguardo alle protagoniste della stagione 2012-2013

Con l’anticipo Zurigo - Langnau alle 19h45 prende il via il massimo campionato di hockey 2012-2013, il 28o dell’era playoff. I Lions detentori del trofeo partono se non in pole position per lo meno in prima fila, completata da Davos e Berna, nella corsa al titolo. Ma a contrastare le tre grandi, ancora una volta, ci sarà un contingente molto equilibrato e agguerrito di outsider, forse più che negli anni passati. E su tutto la nube del lockout della NHL che potrebbe sconvolgere tutto. O forse no.

Ma andiamo con ordine. Lo Zurigo ha cambiato l’allenatore. Partito Bob Hartley è arrivato Marc Crawford, ex coach dei Dallas Stars e vincitore di una Stanley Cup con i Colorado Avalanche nel 1996.

“Bob Hartley era uno tutto pane e hockey”, dice John Gobbi, difensore dei campioni svizzeri. “Con Crawford ho già avuto qualche contatto, è uno che si interessa di più a ciò che c’è attorno alla persona, come funzionano le cose in Svizzera, in Europa. Una mentalità un po’ più aperta, insomma. Ma come stile di gioco siamo rimasti più o meno uguali. Forse cambierà qualcosa nelle situazioni speciali”.

Grigionesi pronti al riscatto

Il Davos ha fatto una campagna acquisti indirizzata verso i giovani. Sono arrivati ad esempio Corvi da Coira, Hofmann dall’Ambrì, Ryser dallo Zurigo ma come sempre resta una squadra solida.

“La struttura c’è sempre”, conferma Gregory Sciaroni. “Taticek, Sykora, Marha, i fratelli von Arx, Rizzi e chi più ne ha più ne metta, attorno ai quali ci sono i nuovi acquisti, molti giovani: è un bel mix”. Tutti agli ordini del sempiterno Arno Del Curto.

Gli Orsi cambiano poco

Il Berna, battuto in finale dal gol di McCarthy a due secondi dal termine della settima partita, non ha modificato molto dell’organico, ma ha ridotto il contingente stranieri lasciando partire Dumont, Vigier e Kwiatkowski a fronte dell’arrivo del solo Nicklas Danielsson dal MoDo. Potrebbe comunque approdare qualcun altro dal Nordamerica, a dipendenza degli sviluppi dell’agitazione nella NHL e del possibile lockout.

L'incognita sciopero

Uno scenario, quello dello sciopero, che potrebbe modificare anche profondamente i valori di tutta la National League. Secondo i colleghi della carta stampata ne approfitterebbero maggiormente i club più ricchi e più forti diventando ancora più forti, riducendo drasticamente le speranze delle squadre meno attrezzate.

Friborgo, Zugo e Ginevra

La seconda fila dell’ipotetica griglia di partenza potrebbe essere occupata da Friborgo, Zugo e Ginevra.

Il rendimento dei burgundi dipenderà anche (e forse soprattutto) dal recupero di Sprunger, 27 reti la scorsa stagione, ma vittima di una forte commozione cerebrale. Dalla Svizzera centrale se ne è andato l’attaccante più prestigioso, Damien Brunner; al suo posto è arrivato lo svedese Omark, preceduto dalla fama di raffinato tecnico.

Sulle rive del Lemano Chris McSorley ha dato più fisicità e carattere all’organico e dovrebbe quindi evitare di ripetere la disastrosa passata stagione culminata (si fa per dire) con i playout.

Scongiurato il grounding, Aviatori pronti a ripartire

Il Kloten, ridimensionato dal quasi fallimento che ha rischiato di cancellarlo dall’élite dell’hockey svizzero, dovrà giocoforza recitare un ruolo comprimario, ma non è detto. Il roster è rimasto competitivo, nonostante inizialmente si dovrà accontentare di tre soli stranieri.

“Sicuramente non abbiamo più la squadra che avevamo negli ultimi anni, però non vuol dire che siamo una squadra da playout, sostiene Félicien Du Bois. “Abbiamo perso qualche cosa. Via Wick abbiamo perso un ottimo attaccante, sono andati Jacquemet, Keller, Berger, che qualche anno di esperienza in serie A ce l’avevano; saranno sostituiti da giovani che arrivano dagli élite e che avranno meno esperienza, ma speriamo di portare altri valori in pista che ci potranno aiutare a ottenere risultati positivi”.

La coda

Langnau, Rapperswil e Bienne, more solito, saranno (almeno sulla carta) le prime a dover fare i conti con la linea che separa le prime otto dalle ultime quattro.

A difesa della porta delle Tigri c’è Thomas Bäumle, ma un infortunio al piede all’ex leventinese ha costretto la dirigenza a ingaggiare un portiere straniero, il ceco Jaroslav Hübl. “Ho ancora qualche appuntamento con il medico”, ha dichiarato Bäumle, “prima di ricominciare ad allenarmi ne avrò forse per due settimane”. La squadra, comunque, è un buon amalgama "di giovani e giocatori di esperienza, che hanno già militato in squadre come Berna o Kloten. E abbiamo un buon sistema difensivo. Le prime dieci partite saremo fuori casa, sarà importante fare punti in questo periodo”.

Anche il Rapperswil potrà contare su un portiere di valore. David Aebischer ha deciso di non proseguire la carriera oltre Atlantico “per ragioni soprattutto famigliari. L’ultima stagione a St. Jones mi ha comunque dato l’opportunità di riprendere fiducia. Ora sono tornato in Svizzera senza particolari sentimenti di rivincita nei confronti di qualcuno”.

I sangallesi hanno ingaggiato diversi elementi di valore come Kolnik, Sejna, Camichel, solo per citarne alcuni. “Sì, ma questo non è una garanzia di successo. Abbiamo ancora molto lavoro da fare. Finora abbiamo fatto bene e dobbiamo andare avanti così. Non sarà facile, ma penso che abbiamo abbastanza qualità per raggiungere i playoff”.

E le ticinesi?

Di Ambrì Piotta e Lugano parleremo in dettaglio in occasione dei rispettivi esordi in campionato, giovedì per i bianconeri e sabato per i biancoblù.

Lo sapevi?

Vuoi partecipare?

Link

Shop online

RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR logotipo